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Influenza: il picco a Capodanno
14/12/2017

Influenza, il picco sarà a Capodanno

Un Capodanno passato a casa per colpa dell'influenza. È questo lo scenario che si prospetta per molti italiani il prossimo 31 dicembre. A dirlo sono i medici riunitisi in questi giorni a Firenze per il Congresso Nazionale della Società italiana di medicina generale (Simg).

"Nel 2016 - hanno ricordato - il virus ha provocato duemila decessi in più rispetto alla stagione precedente, e il fenomeno potrebbe ripetersi". In 500mila sono gli italiani già a letto.

Il vaccino previene e allevia i danni del virus dell'influenza in più dell'85% dei casi. Confortati da queste cifre, sempre di più italiani decidono di acquistarlo in farmacia.

"La campagna vaccinale - afferma Cluadio Cricelli, presidente della Simg - ha avuto nelle prime settimane un buon riscontro. Devono assolutamente immunizzarsi i pazienti colpiti da patologie croniche, cardiovascolari e respiratorie, anziani, bambini e donne in gravidanza".


I primi a dare il buono esempio dovrebbero essere proprio i medici che, invece, si vaccinano a meno del 10%, secondo i dati forniti dalla società scientifica.


“Nel 2017 in Australia l'influenza ha fatto registrare un 25% di casi in più rispetto all'anno precedente - sottolinea Aurelio Sessa, responsabile Simg del settore -. L'esperienza ci insegna che queste tendenze tendono a ripetersi nel nostro emisfero dove la brutta stagione arriva dopo. Quindi anche in Italia e in Europa potremmo avere un vero e proprio boom di contagi. La scorsa stagione l'influenza ha interessato in totale oltre 5 milioni e 300 mila italiani e ha fatto registrare altrettante sindromi respiratorie acute. Più persone si immunizzano, maggiore sarà il contenimento del virus grazie al così detto ‘effetto gregge'”.


“Le vaccinazioni sono un atto di prevenzione fondamentale con cui è possibile combattere malattie infettive pericolose per le quali spesso non esistono terapie specifiche – ha concluso Cricelli -. I vaccini sono presidi sanitari sicuri, sottoposti a rigidi controlli e i loro migliori effetti sono silenti perché abbattono, prima che si manifesti, un rischio altrimenti grave. Negli ultimi anni sono stati vittime del loro stesso successo e le nuove generazioni non hanno conosciuto le gravi patologie che in passato provocavano disabilità o addirittura decessi. Proprio per questo troppe persone hanno pensato, erroneamente, che siano inutili o addirittura dannosi. Invece, oltre agli indubbi vantaggi per la salute, non va dimenticato come grazie ai vaccini possiamo ottenere importanti risparmi economici per tutta la collettività. L’influenza, infatti, ogni anno comporta costi indiretti quantificabili in 1,6 miliardi ad ogni stagione”.


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